Le piastrelle sono dei rivestimenti fondamentali di ogni spazio abitativo interno ed esterno. La loro funzione è duplice, da un lato hanno il ruolo di caratterizzare l’ambiente e valorizzarlo, dall’altro devono essere resistenti, antimuffa, antiscivolo e facili da pulire.

La scelta delle piastrelle
La scelta delle piastrelle deve essere fatta basandosi sul luogo dove devono essere inserite, le dimensioni, l’effetto scenico che si vuole realizzare e la composizione.
In commercio esistono diversi tipi di queste elementi d’arredo, per individuare quelle che meglio si adattano alle esigenze è importante interpretare le sigle che le contraddistinguono e che le classificano a seconda della durezza, robustezza e altri informazioni.

Il significato delle sigle
La resistenza all’abrasione e al calpestio viene indicata con il nome PEI e da una scala numerica compresa tra 1 e 5 in base all’alterazione dello smalto. Ad esempio, il gres porcellanato Mirage, con 5, ha un alta capacità di conservare nel tempo le sue qualità estetiche.
MOHS, tramite valori compresi tra 1 a 10, identifica la durezza della piastrella e consente di scegliere un materiale che abbia una giusta resistenza alla scalfitura.
La scala di NEWTON: con valori che vanno dal 20 al 50 contraddistingue la capacità si sopportare il peso dei mobili e del calpestio delle persone. Una piastrella da interni con un’ottima resistenza deve avere un valore di Newton compreso tra 35 e 38, come quelle Naxos, che assicurano un’elevata robustezza e che difficilmente si spaccano. I numeri da 1 a 3 servono a individuare la difficoltà con cui il rivestimento può essere pulito e smacchiato, dove uno indica quello più facile e tre quello più difficile. La presenza di lettere come AA, A, B, C, e D servono per valutare la resistenza alle abrasioni, agli acidi e ai detergenti.